/* IL CARATTERE DELLA BARRA DI PRENOTAZIONE — e il motivo per cui questo file
   esiste non è la tipografia.

   ⚠️⚠️ QUESTO FOGLIO È UNA LAPIDE. Il bundle del widget Beddy, in una riga sola
   dentro 2,7 MB di codice compilato, chiama:

       attachExternalFont("https://fonts.googleapis.com/css?family=Source+Sans+Pro:…",
                          "beddy-default-font")

   incondizionatamente, prima ancora di chiedere la propria configurazione. Il
   risultato è che **l'indirizzo IP di ogni visitatore arriva a Google**, e
   arriva prima di qualunque consenso — su un sito che i propri caratteri se li
   serve da casa proprio per non farlo. Sono anche 30.707 byte, e il foglio è
   `max-age=86400`: la richiesta si ripete ogni giorno per ogni visitatore,
   anche con i file di carattere già in cache.

   La stessa funzione però comincia così:

       attachExternalFont(r, n) { if (document.querySelector("#" + n)) return; … }

   Se in pagina c'è già un elemento con quell'`id`, Beddy non crea il suo. Questo
   file è quell'elemento: occupa il posto, e la chiamata a Google non parte mai.
   Misurato il 17/09/2026 su due pagine gemelle — senza lapide un collegamento a
   `fonts.googleapis.com`, con la lapide zero, e la barra montata identica in
   tutti e due i casi (84 elementi).

   ⚠️ E NON PUÒ ESSERE UN FILE VUOTO. Dentro lo shadow DOM del widget la regola è
   `font-family: "Source Sans Pro"` **senza nessun ripiego generico**: tolto il
   foglio di Google, il browser cade sul proprio carattere predefinito, che su
   Chrome desktop è un graziato. Sul Mac di chi ha scritto questo file non si
   vedeva, perché Source Sans Pro è installato nel sistema: guardare lo schermo
   da lì e dire «si vede bene» sarebbe stato un falso, e l'ha smentito una
   misura (`measureText` con tre ripieghi diversi dava la stessa larghezza).
   Quindi la famiglia si ridichiara qui, su un file che la pagina scarica già:
   **zero byte in più**, e la barra si disegna col carattere del sito.

   ⚠️⚠️ È UNA PORTA DI SERVIZIO, NON UNA FUNZIONE. Poggia su un dettaglio interno
   di un bundle non documentato e servito `no-store`, che Beddy può cambiare
   qualunque giorno. Se la guardia sparisce, il collegamento a Google torna **in
   silenzio**: nessun errore, nessuna pagina rotta, solo una richiesta che
   ricompare. Il modo di accorgersene è cercare `fonts.googleapis` fra le
   richieste di rete della home, e la domanda è comunque stata girata a Beddy —
   la bozza sta in SITO.md, sezione Beddy. */

@font-face {
  font-family: 'Source Sans Pro';
  font-style: normal;
  font-weight: 300 900;
  font-display: swap;
  /* Il file è quello del sito: `../font/` perché questo foglio sta in
     `sito/assets/` e il carattere in `sito/assets/font/`. */
  src: url('font/figtree-latin.woff2') format('woff2');
  unicode-range: U+0000-00FF, U+0131, U+0152-0153, U+02BB-02BC, U+02C6, U+02DA,
    U+02DC, U+0304, U+0308, U+0329, U+2000-206F, U+20AC, U+2122, U+2191, U+2193,
    U+2212, U+2215, U+FEFF, U+FFFD;
}
